Parco Nazionale d’Aspromonte

E’ un’area naturale protetta che sorge all’interno della provincia di Reggio Calabria. Istituito nel 1989, è uno dei 6 parchi nazionali storici italiani e con circa 66.000 ettari (inizialmente la superficie era di 76.053 ettari) è il maggiore parco interamente calabrese. Prende il suo nome dal Massiccio dell’Aspromonte.

TERRITORIO

 

L’Aspromonte costituisce l’ultimo tratto delle “Alpi Calabresi”, termine con il quale i geologi indicano il complesso montuoso formato dalla Sila, dalle Serre e dall’Aspromonte, per evidenziare il fatto che queste montagne, formate da rocce cristalline – principalmente graniti – hanno un’origine ed una geologia diverse dall’Appennino vero e proprio, che invece è di origine sedimentaria a predominanza calcarea e termina a sud con il Pollino e l’Orsomarso.Visto nel suo insieme, l’Aspromonte si presenta come una piramide rocciosa, al centro della quale si trova la cuspide più alta del massiccio, il Montalto o Monte Cocuzzo (m 1.956), dalla cui cima si gode un panorama impressionante nella sua spettacolarità, che consente di estendere lo sguardo fino alla costa tirrena, allo Stretto di Messina, alle Isole Eolie, all’Etna e alla costa ionica.Dal Montalto si diramano diverse dorsali con altre vette di dimensioni inferiori, ma per questo non meno imponenti, come il Pietracappella (m 1.823), la Bocca del Lupo (m 1.755), il Puntone di Lappa (m 1.588) o la Croce di Dio sia Lodato (m 1.493). Le dorsali sono separate tra loro da profonde valli, incise nella pietra dalla millenaria azione dell’acqua che scende dalle quote più alte del massiccio.L’idrografia è caratterizzata dalle fiumare. Si tratta di corsi d’acqua brevi, a regime torrentizio, che scorrono su greti sassosi, a valle anche piuttosto larghi. La portata delle fiumare è alimentata dai deflussi superficiali dell’acqua piovana. Dato il regime pluviometrico, con piogge concentrate nel periodo invernale, questi torrenti scorrono impetuosi nel periodo invernale, formando ad alta quota suggestive cascate. Con la diminuzione delle precipitazioni, in primavera, la portata si riduce progressivamente fino ad esaurirsi del tutto, cosicché, nel periodo estivo e autunnale, le fiumare sono completamente in secca.Un esempio di straordinaria bellezza è offerto dalle cascate del Maesano, che confluiscono nella fiumara Amendolea. Per la brevità del loro percorso e la forte inclinazione delle montagne, le fiumare hanno una considerevole capacità di erosione e, incidendo profondamente le pendici delle montagne, danno origine a veri e propri canyons, dove l’acqua scorre impetuosamente anche d’estate. Prima di sfociare nel mare, però, i loro letti si allargano significativamente creando ampie superfici, piene di sabbia, ciottoli e ghiaia.Tra le fiumare dell’Aspromonte, oltre all’Amendolea, sono da segnalare le fiumare Bonamico, Sciarapòtamo, Butramo e La Verde. Uno spettacolo particolare, inoltre, è offerto dalle numerose “pietre”, grandi conglomerati rocciosi la cui forma originale è il risultato dell’azione dell’acqua e del vento.Famosa è la Valle delle Grandi Pietre, vicino al centro di San Luca, dove spiccano alcuni monoliti con dei profili eccezionali, che hanno stimolato da sempre la fantasia della popolazione (tra questi, la Pietra Castello, la Pietra Lunga e la celebre Pietra Cappa). Nelle vicinanze di Bova, invece, si trovano la Roccia del Drago e le cosiddette Caldaie del Latte, che hanno dato origine a diverse leggende popolari.

FLORA

 

Grazie alla diversità dei suoi ambienti, il Parco Nazionale dell’Aspromonte offre un habitat ideale per un ricchissimo patrimonio floristico. Nella fascia costiera si trovano estese piantagioni di ulivi, aranci, limoni e mandarini. Esclusivamente sul versante ionico, sempre a quote basse, viene coltivato il bergamotto, noto per l’essenza che si ricava dai suoi frutti. Nelle vicinanze di antichi casolari, inoltre, è possibile ancora trovare vecchi esemplari del gelso, che testimoniano la diffusione che fino alla metà del secolo scorso aveva nell’Aspromonte l’allevamento del baco da seta (che si nutre, per l’appunto, delle foglie cuoriformi di questo albero). A bassa quota, le zone non coltivate sono coperte da una vasta e variegata macchia mediterranea. Qui crescono la ginestra, il cisto, la fillirea, il corbezzolo, il lentisco, il mirto, l’erica arborea, il ginepro fenicio e l’euforbia arborea. I corsi delle fiumare sono fiancheggiati dall’ontano nero, dal pioppo nero e dal salicone, mentre nei loro greti crescono l’oleandro e la tamerice.Sul massiccio montuoso i boschi coprono circa 40.000 ettari, arrivando fino alle quote più alte. La foresta sempreverde delle quote basse è dominata dal leccio. Alcuni di questi alberi possono arrivare a un’età di qualche centinaio d’anni e raggiungere un’altezza compresa tra i 25 e i 30 m. Esemplari bellissimi di leccio si trovano nella media e bassa valle della fiumara Butramo. Alle altitudini medio-basse (fino ai 1.000 m) nell’Aspromonte sono anche molto diffusi i castagni. Nell’alta valle della fiumara Bonamico, nei pressi del santuario di Polsi e nella zona compresa tra il Monte Fernia e il Monte Antenna è possibile ammirare castagni plurisecolari, che superano facilmente i 25 m d’altezza. Le quote fino a 1.200 m sono l’habitat preferito dell’acero di monte, del frassino e dell’ontano napoletano. Per via della notevole differenza climatica, i versanti tirrenico e ionico mostrano due tipi di vegetazione molto diversi tra loro. Sul versante ionico fino a 800 m si trovano numerose roveri, una varietà della quercia che viene massicciamente utilizzata per il suo legno pregiato.Esemplari di rovere di notevoli dimensioni si possono ammirare soprattutto sui crinali dei Monti Iofri e sul Puntone Galera, e sugli spartiacque tra le alte valli della fiumara Butramo e dei torrenti Ferraia e Aposcipo. L’albero forse più caratteristico dell’Aspromonte si trova sul versante tirrenico, a quote comprese tra gli 800 e i 1.700 m. Si tratta del pino laricio, una conifera endemica presente sulle pendici dell’Etna in Sicilia e soprattutto in Calabria. È un albero molto alto – alcuni esemplari possono addirittura raggiungere i 50 m d’altezza – con una stretta chioma, che permette la formazione di foreste densissime. Esemplari di considerevoli dimensioni si trovano sui crinali e sulle pendici delle valli fluviali, come quelle dell’Amendolea, del San Leo, dell’Aposcipo, del Ferraina o nel vallone della Madonna. Sul versante tirrenico, il cui clima è contraddistinto da un’aria più fresca e umida e da precipitazioni più frequenti e forti rispetto al versante ionico, le foreste delle quote medio-alte sono dominate dal faggio. La specie predilige climi temperati, caratterizzati da inverni relativamente brevi e da estati fresche e piovose. Nel corso dell’anno le foglie di questi alberi assumono un’ampia gamma di colori: verde chiaro in primavera, verde carico in estate, rosso vivo in autunno e infine ruggine in inverno. Sul versante tirrenico si trova anche l’abete bianco, una conifera dal fusto dritto, chioma a forma di cono e foglie aghiformi sempreverdi, che in casi particolari può raggiungere anche i 50 m d’altezza.Rappresenta una rarità, nella ricchissima flora del Parco Nazionale dell’Aspromonte, la felce tropicale (woodwardia radicans), le cui origini risalgono a 60 milioni di anni fa, quando il clima dei paesi mediterranei assomigliava a quello delle zone tropicali, dove la pianta è molto diffusa. Sull’Aspromonte trova il suo habitat ideale in ambienti ombreggiati con elevata umidità e temperature miti e stabili, cioè nei valloni del versante tirrenico a quote comprese tra i 200 e i 400 m, dove ci sono acque correnti e una folta vegetazione, che protegge le felci dalla luce. La woodwardia radicans può raggiungere anche 2 m d’altezza. I fitti e umidi boschi dell’Aspromonte costituiscono inoltre l’ambiente ideale per la crescita di una grande varietà di funghi (porcini, boleti, pineroli, rositi, russale, cantarelli, macrolepiota, lattari, ramaria e tricologa), che non trova paragone in altre parti d’Italia. Raro, ma comunque presente sul territorio del Parco, è anche l’ovolo buono.

FAUNA

 

Protetti dalla fitta vegetazione e dal clima in prevalenza mediterraneo molte specie animali trovano l’Aspromonte il loro habitat ideale.Il parco ospita diversi tipi uccelli, tra cui il Picchio nero, specie poco comune che si sta espandendo sul massiccio aspromontano. La sua caratteristica è quella di creare buchi regolari nelle cortecce degli alberi.I rapaci costituiscono forse l’elemento più spicco della fauna vertebrata dell’Aspromonte Sono presenti infatti sia l’Aquila Reale, ritorna recentemente a nidificare nella zona grazie alla riduzione del disturbo dell’uomo, dovuta all’istituzione del Parco. Molto importante é la presenza del Gufo reale che é il più grande rapace notturno europeo, raggiungendo i tre Kg di peso e con una apertura alare di 180 cm.Altro rapace ma diurno, é il Biancone, dal piumaggio bruno sul dorso e bianco inferiormente. Ha una apertura alare di circa 2 mt. Nei boschi Aspromontani sono osservabili anche l’Astore e lo Sparviero, mentre negli ambienti più aperti nei periodi di passo si può osservare il Falco Pecchiaiolo.Fra i mammiferi la montagna aspromontana offre un ottimo rifugio per il lupo, che nei parchi Calabresi ha ripreso a riprodursi ed espandersi, e per il gatto selvatico, che differisce dal gatto domestico per le dimensioni maggiori, per il pelo folto di colore grigio-nerastro con striature evidenti sui fianchi, e per la coda corta e grossa con anelli alternati di colore chiaro e scuro. Fra gli altri mammiferi segnaliamo il Driomio, roditore presente in Calabria e sulle Alpi orientali, l’arboricola Martora e il frequente quanto simpatico lo Scoiattolo nero, sottospecie particolare in quanto differisce dalle popolazioni settentrionali per avere il manto nero anziché rosso-marrone. Fra gli altri vertebrati ricordiamo alcuni anfibi esclusivi della fauna italiana, quale la Salamandrina degli occhiali, e fra rettili la tranquilla quanto minacciata Testuggine comune.La fauna dunque, completa il patrimoni naturalistico dell’Aspromonte, patrimonio importantissimo che il parco avrà cura di proteggere e conservare.

SENTIERI NATURALISTICI

 

Il territorio del Parco Nazionale dell’Aspromonte è attraversato da numerosi sentieri, alcuni dei quali adatti a percorsi in bicicletta o a cavallo.
• Sentiero dei Greci: (Comune di Mammola) – Mammola-Fiume Torbido-Passo Sella-Santuario di San Nicodemo-Passo della Limina.
• Cascata di Salino o Schioppo di Salino: (Comune di Mammola) – Mammola – Fiume Torbido – Torrente Salino.
• Monte Sant’Elia: (Comune di Mammola) – ad anello – Mammola – Fiume Torbido- Zimbi – Piani di Canolo – Monte Sant’Elia – Strada Castania -Piani di Frolimo- Coraca- Mammola.
• Geosito Miniera Macariace-Santuario San Nicodemo: (Comune di Mammola) – ad anello – Mammola-Miniera Macariace-Marvelli- Abeto incrocio Sentiero dei Greci-Santuario San Nicodemo- Passo Sella -Fiume Torbido -Mammola.
• Lago Costantino: (Comune di San Luca) San Luca-Fiumara Buonamico-Lago Costantino.
• Da Montalto a Polsi: (Comuni di:…..-San Luca) Montalto-Gianni Jettu- Piano dei Riggitani-Mulattiera per Polsi- Santuario di Polsi.
• Da Amendolea a Bova: (Comuni di: Condofuri, Bova) Amendolea-Fiumara Cozzi-Contrada Lacco-Monte Briga Bova.

PUNTI DI INTERESSE

 

• La chiesetta di San Leo ad Africo rappresenta uno dei pochi reperti basiliani ancora esistenti in Aspromonte.
• Il Santuario di San Nicodemo, risalente al X secolo, si trova sull’altipiano della Limina, nel territorio di Mammola. É abitato da un monaco ed è meta di fedeli e turisti durante tutto l’arco dell’anno. La Festa si svolge ogni anno la Domenica successiva al 12 maggio.
• L’Area Grecanica conserva tuttora forti caratteri della civiltà magnogreca e bizantina, soprattutto grazie alla conservazione del Greco di Calabria, un idioma che viene classificato come dialetto del greco antico. A Bova è possibile ammirare il castello normanno e le molte antiche chiese medievali e dimore patrizie del centro storico.
• Gerace è la principale città d’arte dell’Aspromonte ed uno dei più importanti borghi medievali della Calabria. Custodisce importanti bellezze artistiche e naturali, come il castello del XII secolo, l’antichissima Cattedrale (seconda della regione per ampiezza dopo il Duomo di Reggio Calabria, le cui origini sono precedenti al X secolo), le chiese di San Francesco e di San Giovannello e altri siti risalenti all’epoca bizantina.
• Anche San Giorgio Morgeto custodisce importanti resti ellenici. Il Castello medievale, la Chiesa di San Francesco e il Monastero di San Domenico sono importanti testimonianze artistiche.
• Tra i Santuari aspromontani, quello in assoluto più noto e frequentato è il Santuario della Madonna della Montagna di Polsi (comune di San Luca), dove fra la fine di agosto ed i primi giorni di settembre si celebra la festa della Madonna della Montagna. La processione caratteristica ed il folklore che anima i giorni della festa sono un misto di fede, sacralità ed antichi costumi pagani.