San Giorgio Morgeto

Cenni storici
Il paese è situato ai margini sud orientali dell’Aspromonte, su uno sperone di roccia fiancheggiata da due valloni, a 20 minuti dal mare. Remote sono le origini di San Giorgio: alcune leggende le fanno risalire insieme al suo castello al Re Morgete, figlio di Italo, della stirpe degli Enotri; molto probabilmente il centro fu fondato dai Locresi come base d’appoggio sul Tirreno. Verso il 1000, il nome Morgeto fu mutato in San Giorgio. Si pensa che ciò fu dovuto al fatto che il paese fosse rimasto quasi miracolosamente indenne dalle incursioni dei Saraceni e dalla peste, per intercessione del Santo. La storia di San Giorgio si delinea meglio con l’arrivo dei Normanni, che costituiscono i feudi perduranti fino all’epoca Sveva. Nel 1324 San Giorgio si costituì in Baronia comprendendo il feudo di Prateria oltre a Polistena, Cinquefrondi, Anoia e Galatro. Nel 1343 la Baronia di San Giorgio fu donata dalla Regina Giovanna ad Antonio Caracciolo. Non si conoscono le vicissitudini che portarono la famiglia Milano alla guida della Baronia di San Giorgio. Nel 1783 San Giorgio fu sconvolto da un tremendo terremoto, a questo flagello naturale seguì quello politico che gli fece perdere l’importanza che aveva avuto nel periodo feudale. Nel 1864 con Decreto del Re Vittorio Emanuele II, il nome del paese fu modificato definitivamente da San Giorgio in San Giorgio Morgeto, a significare il legame con l’antica Morgezia.

Comune della provincia di Reggio Calabria, S. Giorgio Morgeto è un piccolo centro abitato di circa 3.400 abitanti che sorge a 512 m. s.l.m. nel cuore del contrafforte che collega le Serre all’ Aspromonte, tra i due ruscelli Muscarà e Patelli, a sinistra del torrente Ierapotamo. Il suo territorio, che si estende su una superficie di circa 35.05 kmq, confina con i comuni di Polistena, Mammola , Cittanova, Cinquefrondi e Canolo. Si configura come un borgo medievale di singolare interesse ambientale e storico, fatto di stradine scalinate e tante case l’ una sull’ altra che fanno corona agli imponenti ruderi del Castello, tanto più notevole se si pensa che nell’ ambito del comprensorio rappresenta l’ unica testimonianza di insediamento antico che abbia conservato la sua fisionomia. Si affaccia sull’ orizzonte di un vasto panorama sulla Piana di Gioia Tauro, che digradandolo leggermente da est verso il Mar Tirreno, è coperta da secolari uliveti e da fitti agrumeti. Ricade nella Comunità Montana del Versante Tirrenico Settentrionale e nel Parco Antropico “Morgete” ed è uno dei 37 paesi che fanno parte del Parco Nazionale d’ Aspromonte, nel ruolo di porta d’ accesso al Parco e con il compito di tutelare il patrimonio ambientale, storico e culturale del territorio aspromontano.  Il centro abitato si colloca nella parte ad est, scendendo verso la piana di Gioia Tauro, a 512 m s. l. m. La zona montuosa del territorio comunale, ricchissima di boschi e oggetto fino a pochi anni fa di una notevole attività silvo – pastorale e ricca inoltre di moltissime sorgenti. La zona centrale che va dai 400 m ai 700 con colture pregiate quali l’ olivo, agrumeto, il gelso ( fino a 40 anni fa era diffusissima la coltivazione con le relative piccole industrie per la lavorazione della seta), ha registrato un notevole sviluppo sia edilizio che agricolo.

Fontana Bellissima
Unica in Calabria per pregio artistico e storico la costruzione della Fontana detta “Bellissima” fu commissionata nel 1664 dal Marchese Giovanni V° Milano. È in granito e si compone di una base di gusto rinascimentale, due vasche superiori in gusto barocco e in cima un altorilievo di Venere in marmo bianco, forse di origine greca. Codesto monumento è collocato al centro della piazza del paese.

Località Sant’Eusebio
Un nome antico, quello di sant´Eusebio, al punto che anche molti abitanti dei dintorni ignorano che da quelle parti era nato un papa, il trentaduesimo pontefice dopo San Pietro. Medico e figlio di medico, Eusebio nasce a Casegghiano, una cittadina vescovile vicina al castello di San Giorgio Morgeto.
Il nome originario di questa località era Altano, ma Totila, re dei Goti, durante la sua invasione l´aveva ridotta ad un mucchio di macerie e l´aveva chiamata con disprezzo “Casegghiano”, come per indicare un mucchio di case distrutte. L’importanza della piccola città è legata a quella di un uomo di un uomo chiamato appunto Eusebio. Un pontificato tormentato il suo, caratterizzato dalla lotta contro i Lapsi, cristiani del III secolo che dopo la persecuzione di Decio erano stati apostati della fede cristiana per paura dei tormenti.

Borgo
La caratteristica principale del paese di San Giorgio Morgeto, riconosciuta dai visitatori, è quella di somigliare ad un presepe. L’importanza che il paese rivestì durante i secoli tardo-rinascimentalI e via via nei secoli XVII°-XVIII° e XIX° è documentabile dai numerosi palazzi signorili che ancora oggi creano, nel visitatore, una notevole curiosità.
La storia di San Giorgio Morgeto, in questi secoli, fu caratterizzata dalla convivenza di potenti signorie che controllavano dall’alto i propri possedimenti terrieri a valle e in montagna. Caratteristica di queste famiglie era la forte religiosità dimostrata dalle numerose cappelle costruite o all’interno o all’esterno del palazzo stesso. Ancora oggi le Chiesette in onore della Madonna della Pietà, della Melia, di Sant’Antonio, e molte altre andate distrutte a causa delle intemperie e della malcuranza, dimostrano la forte devozione e la religiosità della Comunità Sangiorgese.
Altra caratteristica di questi palazzi signorili sono i portali bugnati settecenteschi che, impressi da secoli, evidenziano la potenza di queste baronie.

Convento dei Domenicani
Attorno al Convento dei Domenicani si costituì il centro di interesse storico e socio-culturale di San Giorgio Morgeto.
Edificato nel 1393 dai Padri Basiliani e successivamente passato all’ordine dei Domenicani, il Convento divenne nei secoli un centro di studi e di cultura molto importante per l’intero Mezzogiorno d’Italia tanto che teologi e filosofi, come Tommaso Campanella, soggiornarono per molto tempo approfondendo i propri studi. Ricostruito dopo il grave sisma del 1783 che sconvolse gli assetti morfologici dell’intera Provincia reggina, il Convento fu ricostruito dai Padri che riuscirono a recuperare gran parte delle opere artistiche come il portale tardorinascimentale della precedente costruzione. Da visitare: Chiesa della SS. Annunziata, chiostro con loggiati e corridoi, portale di età tardorinascimentale.

Castello Morgezio
Probabilmente edificato in età pre-normanna, intoro al IX°-X° sec. d.C., il sontuoso Castello Morgezio, domina l’intera Piana di Gioia Tauro e la sua maestosità è visibile dall’intero territorio circostante. Abitato secondo la leggenda da Re Morgete, discendente della stirpe Enotria, questo bastione rese inespugnabile, secondo lo storico-teologo Domenico Cangemi, l’intero centro abitato durante le invasioni saracene. Grazie alla sua collocazione voluta sopra una roccia, i suoi resti sono visitabili durante tutto l’anno anche grazie alla cura con cui le autorità competenti gestiscono l’intero parco naturalistico circostante.